Una riflessione sul tema dell’accessibilità


Guardando alle giornate, e ai telegiornali di oggi,viene da chiedersi: ”Cosa è successo in 10 anni?”. Dieci anni fa, proprio di questi tempi,qui, in Puglia festeggiavamo, chi più chi meno, la seconda vittoria elettorale di Nichi Vendola. Ma non è tanto questo il punto. Il punto è che la politica, vissuta e sentita, si faceva accessibile. Sarà stato che parlava in modo caldo rispetto al politichese, che dopo i primi 5 anni si stava meglio di come si stava prima, che avevamo smesso di esser quel pezzo di sud con il cappello in mano, no saprei, o forse tutte queste cose insieme. Di sicuro non solo la politica ma anche il messaggio era diventato un po’ più accessibile. Già da mesi con qualcuno e qualcuna avevamo deciso di far diventare prassi la fruibilità dei momenti più pubblici attraverso l’interprete LIS (Lingua Italiana dei Segni). L’aveva compreso benissimo anche Guglielmo, che in occasione del “Bollenti Spiriti Camp” decise di far arrivare a tutte le orecchie, anche a quelle che putroppo funzionavano meno, una nuova diversa lettura sui giovani. Ricordo anche le telefonate e gli accordi con Maria e Angela che veniva da Taranto. Qualcuno accompagnava quella assoluta novità del racconto politico, fino ad allora,a mia memoria, solo Antonio Di Pietro ci aveva sporadicamente provato, con una frase che via via sarebbe diventata la lettura dicotomica sul mondo:”E’ fica questa cosa degli interpreti”. Come se le cose si dividessero in fico e non fico. All’epoca, come oggi, era una ennesima battaglia di civiltà, come tantissime altre, non per orientare le teste, le menti e il voto ma per fornire la base per la partecipazione: l’accessibilità. Un po’ come oggi che si fa un gran parlare sulla didattica a distanza, mentre oltre il 40% delle famiglie al sud non ha un pc. Oggi, ai tempi del coronavirus, non c’è uno e dico uno, un discorso pubblico che non sia accompagnato da un interprete LIS: Conte, Borrelli, Trump, Maduro, Johnson, Sanchez. Con i compagni e le compagne pensavamo all’interprete LIS come una cosa semplicissima ma che appariva come una rivoluzione copernicana per l’epoca. 10 anni fa. Oggi mi sono detto dopo aver fatto una foto stupida con un pinguino,grazie alla realtà aumentata 3D di Google, con il mio iphone: “Perché non mettere la sottitolazione istantanea ai discorsi?” In questa modalità si dovrebbe solo leggere in quel caso, senza il passaggio ad altro linguaggio, che di fatto escluderebbe sicuramente qualcuno. Se tanto dobbiamo ripensare e riprenderci tutto il futuro, d’ora in poi, almeno allarghiamo la base dei partecipanti.
Riflessione di Antonio Spera

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