Lo sport qualifica le persone disabili

Lo sport qualifica le persone disabili

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Il 15% della popolazione mondiale è in una situazione di disabilità.

In Italia, nel 2013, erano circa 3,2 milioni le persone con limitazioni funzionali (persone con disabilità), di cui 2,5 milioni anziani. Il 7,1% è rappresentato da donne, contro il 3,8% degli uomini (Fonte d’informazione).
Le limitazioni di tipo motorio sono pari a 2,6% tra la popolazione dai 6 anni in poi, ma queste non devono essere un impedimento per le ambizioni di molti giovani, sia d’Italia che del mondo.


Alla lezione di Nabil Eid, il segretario esecutivo del Centro di Ricerca per persone con handicap e consulente di inclusione e sviluppo per persone con disabilità del Telecentre.org Foundation in Siria, è stata fatta una domanda molto semplice agli studenti: “Perché hai scelto di fare questo corso?”, chi ha posto la domanda ha ricevuto una risposta molto interessante: “Voglio far vedere al mondo che, anche se e vero che sono disabile, non significa che io sia squalificato”.

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“Disabile ma non squalificato” dovrebbe essere lo slogan di tutte le istituzioni che lavorano con persone con limitazioni funzionali.
Nonostante la disabilità fisica e le barriere emotive, esistono persone molto entusiaste, capaci di vivere la vita superando gli ostacoli e che scelgono di seguire la loro passione per lo sport, andando oltre la loro disabilità.
Parliamo di persone appassionate di basket, un sport molto amato e praticato in tutto il mondo.
A Taranto, in Puglia, e sorta nel 2012 un’associazione che si occupa della formazione di una squadra di basket e ha l’obiettivo di “rendere i disabili, soprattutto di giovane e giovanissima età, consapevoli del fatto che nulla gli è precluso e che il grado di autonomia ed indipendenza raggiungibile da ognuno risulta essere particolarmente elevato” (Fonte d’informazione).
Qualche tempo dopo, in Romania, un’associazione simile e stata costituita, formando una squadra di cinque giocatori e due riserve, tra i 25-50 anni, che hanno un grande sogno: partecipare ai Giochi Paralimpici di Rio, nel 2016. Per questo, devono partecipare ad almeno 15 tornei nazionali. Fin’ora, hanno vinto importanti sfide ai campionati nazionali in Romania.

R.E.

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